14 Gennaio0 2018

Georgia on My Mind

“We are Glad Georgia’s on Your Mind” è il benvenuto che segue “Welcome to Georgia” e che saluta coloro i quali varcano i confini di questo Stato.

Stato che ha scelto di parafrasare un verso della song “Georgia on My Mind” per poi ricavarne un cartello stradale a conferma che questa è la sua canzone ufficiale così come decretato il 24 aprile 1979 dall’Assemblea Generale della Georgia.

La versione passata alla storia è quella di Ray Charles che incise nel 1960, anche se la canzone aveva “[…] già compiuto i trent’anni” quando Ray Charles la conobbe.

“Georgia” fu composta nel 1930 da Hoagy Carmichal mentre il testo fu scritto da Stuart Gorrell con “[…] versi che polisemicamente avrebbero potuto riferirsi sia al glorioso Stato del Sud sia a una donna”.

Georgia on My Mind è un canzone caratterizzata dalla tradizionale forma strofa – ritornello, quest’ultimo composto da 32 battute nella convenzionale forma aaba. Il verse (strofa) è “[…] di grande ispirazione melodica ed è coerente, nelle sue prime 4 battute, con il chorus che ha il compito di introdurre. E’ ancorato ad un sol reiterato, medesima altezza da cui avranno origine le evoluzioni melodiche del ritornello. La congruenza tra le due parti interessa anche l’armonia: il passo dall’aroma gospel I-III7 (Eb-G7) apre infatti sia il verse che il chorus”.

Già questo fa intendere che il compositore è al contempo songwriter/jazzista e se ci fossero dei dubbi in proposito basta analizzare l’inizio della progressione della battuta n. 5 che sostituisce al I-VI un I-VII7, con “[…] chiari intendi bluesy” e questo ha radici nel jazz. Inoltre nel bridge il compositore utilizza la scala dorica e Georgia on My Mind diviene “[…] esempio ante litteram di impiego della modalità nella storia del jazz”.

In breve tempo questa song diventa evergreen della pop music e nel contempo standard di derivazione jazzistica. Nel 1932 conquista consensi sopratutto tra inglesi e francesi e successivamente conquistò tutto il jazz “[…] corteggiata sia da strumentisti sia da cantanti, […] blandita sia dal jazz tradizionale che dal mainstream”.

La versione passata alla storia, come già detto, è quella incisa da Ray Charles il 25 marzo 1960 presso gli studi ABC, traccia che si trova nell’album The Genius Hits the Road.

Molto interessante la versione per chitarra acustica di John Scofield in “That’s What I Say, John Scofield Plays Ray Charles, 2005”.

Bibliografia
L. Bragalini, Storie poco standard, Le avventure di 12 grandi canzoni tra Broadway e jazz, EDT, Torino, 2013

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